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Questa auto ha preso zero stelle nei test di sicurezza

La Neta V, conosciuta anche come Aya, è un veicolo elettrico prodotto dalla Casa automobilistica cinese Neta, parte del Gruppo Hozon. Questa vettura, fortunatamente per gli standard di sicurezza europei, non è commercializzata nel nostro Continente, ma trova spazio in alcuni mercati emergenti del Sud-Est asiatico, come Thailandia, Indonesia e Malesia. La ragione di questo “sollievo” risiede in un primato tutt’altro che onorevole detenuto dalla Neta V: ha ottenuto zero stelle nei crash test condotti dal New Car Assessment Program for Southeast Asian Countries (ASEAN NCAP), l’equivalente dei test Euro NCAP.

Come ha fatto a raggiungere questi risultati

Questo risultato è particolarmente allarmante, in quanto rappresenta un’unicità negativa tra i veicoli lanciati sul mercato tra il 2021 e il 2025. Ciò che rende la situazione ancora più preoccupante è la metodologia dei test ASEAN NCAP, che prevede l’utilizzo di una barriera deformabile negli impatti frontali. A differenza dei test europei, dove la barriera è fissa, l’urto con una barriera deformabile è teoricamente più “morbido“, il che implica che, in caso di incidente reale, i danni per gli occupanti della Neta V potrebbero essere addirittura maggiori di quanto evidenziato nei test.

Le immagini del crash test sono eloquenti: si osservano il montante e la portiera completamente piegati, con quest’ultima che rischia di aprirsi a seguito dell’impatto. La testa del manichino posto al posto di guida, dopo aver impattato con l’airbag, continua a rimbalzare colpendo il volante. Un altro aspetto inquietante riguarda la sicurezza dei più piccoli: il seggiolino per bambini, pur non essendo posizionato sul lato dell’impatto, viene sbalzato via. Ulteriormente, è stata riscontrata una non compatibilità con più della metà dei seggiolini omologati, rendendo di fatto difficile garantire un’installazione corretta e sicura.

Pessimi risultati anche nell’impatto laterale

Anche il test di impatto laterale non ha fornito risultati rassicuranti. Sebbene la deformazione della carrozzeria e del telaio verso l’interno appaia meno grave rispetto all’impatto frontale, il giudizio espresso nei documenti ufficiali è implacabile: “l’auto è caratterizzata da una struttura della carrozzeria debole che ha messo a repentaglio la sicurezza degli occupanti”. Questa fragilità strutturale è un elemento chiave nel determinare il basso punteggio complessivo e solleva serie preoccupazioni sull’incolumità dei passeggeri in caso di incidente.

Nessun sistema di assistenza alla guida

A completare il quadro negativo, la Neta V ha ottenuto zero punti anche nella valutazione dei sistemi di assistenza alla guida. Questo risultato, tuttavia, non sorprende, dato che la vettura è completamente sprovvista di tali dispositivi. Mancano dotazioni ormai considerate standard e spesso obbligatorie, come la frenata d’emergenza automatica e l’avviso di collisione. L’assenza di questi sistemi attivi di sicurezza contribuisce ulteriormente a rendere la Neta V un veicolo con un profilo di sicurezza estremamente basso.

In Malesia, la Neta V è venduta a un prezzo equivalente a circa 20.000 euro e monta una batteria LFP da 55 kWh che promette un’autonomia di circa 400 km. Nonostante le sue dimensioni compatte da crossover e la presenza di una motorizzazione elettrica, la Neta V ha subito una sconfitta umiliante nei test di sicurezza persino da una citycar con un progetto originario di dieci anni: la Perodua Axia, un’auto di produzione locale venduta a un prezzo compreso tra i 4.500 e i 10.000 euro, ha infatti ottenuto quattro stelle nei medesimi crash test. Questo paragone evidenzia in modo lampante le gravi lacune della Neta V in termini di sicurezza passiva e attiva.

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